ARCHIVIO SEMINARI

SEMINARIO 2016-2017

 

 

ATTIVITÀ SEMINARIALI

di formazione clinica e teorica

2016-2017

F&L2015

qui il programma 2016-2017 in pdf

Lettura del seminario II L’io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi

Responsabili del seminario di lettura dei testi: Rossella Armellino, Gaetano Romagnuolo

Il seminario L’io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi che Lacan tiene negli anni ’54-’55 è un seminario che non può non sorprendere il lettore per l’effetto di decentramento che esso opera. Se il titolo annuncia l’io, in realtà tutto il seminario parla dell’inconscio. «L’io (je) è un altro», per dirla con le parole del poeta Rimbaud e che Lacan cita nel primo incontro del suo seminario. Nel fitto dialogo che Lacan tesse con i suoi interlocutori presenti in sala, analisti e non, fra cui Anzieu, Hyppolyte, Leclaire, Lefèbvre-Pontalis, Mannoni, Perrier, Valabrega, e nel confronto con altri saperi come l’antropologia, la filosofia, la letteratura e persino la cibernetica, assistiamo allo sforzo di ripensare, a partire da Freud, lo statuto dell’inconscio.

Se Freud ha elaborato la seconda topica e ha scritto i saggi L’al di là del principio del piacere, Psicologia delle masse e analisi dell’io e L’Io e l’Es è proprio per metterci in guardia rispetto all’illusione fondamentale dell’uomo moderno che crede di essere padrone in casa propria. «L’inconscio sfugge a questo cerchio di certezze in cui l’uomo si riconosce come io», occuparsi dell’inconscio non significa trovare un nuovo fondamento da dare all’io, un nuovo terreno da conquistare. La frase «Wo es war, soll Ich werden», che la Psicologia dell’io americana ha distorto sia nella traduzione che nell’interpretazione, non è un invito a sloggiare l’Es per fare posto all’Io. Ich, ci suggerisce Lacan, non va tradotto con ego, non è dell’Io, come istanza psichica, che qui si parla; se fosse così la psicoanalisi si risolverebbe semplicemente in una pratica di ortopedia psicologica a finalità educativa. Ich, è quello che indica «sotto la penna di Freud, dall’inizio fino alla fine, – beninteso quando se ne sa riconoscere il posto – il luogo completo, totale quello dei significanti, cioè il soggetto, là où c’était, là dove era, da sempre, il sogno».

«Se c’è un’immagine che potrebbe rappresentare la nozione freudiana d’inconscio – osserva Lacan – è proprio quella di un soggetto acefalo, di un soggetto che non ha più ego, che non è più dell’ego ».

Vedremo come tutto questo ha sul piano clinico una ricaduta considerevole dal momento che l’analisi diventa analisi del discorso e non analisi dell’io, una pratica che mira a mantenere aperta la faglia del soggetto, la sua divisione costitutiva, la sua Spaltung, per fare posto a ciò che si ripete, ciò che insiste nel dire per farsi intendere e che richiede una rettifica del nostro rapporto con l’unica realtà con cui abbiamo a che fare, la realtà psichica, l’inconscio.

Calendario delle lezioni

venerdì 30 settembre 2016, h. 19.00-21.30

martedì 4 ottobre 2016, h. 19.00-21.30

martedì 18 ottobre 2016, h. 19.00-21.30

martedì 15 novembre 2016, h. 19.00-21.30

martedì 29 novembre 2016, h. 19.00-21.30 martedì

martedì 13 dicembre 2016, h. 19,00-21.30 – Mario Bottone: Gioco di scritture

 martedì 31 gennaio 2017, h. 19.00-21.30

martedì 21 febbraio 2017, h. 19,00-21.30 – Bruno Moroncini: La lettera rubata

martedì 21 marzo 2017, h. 19,00-21.30

mercoledì 26 aprile 2017, h. 19,00-21.30

sabato 29 aprile o sabato 6 maggio – giornata ALI-in-Italia (data da concordare)

La clinica differenziale in Jacques Lacan: psicosi, perversione, nevrosi

Responsabile del seminario: Mario Bottone

 

Il seminario verte sul criterio che presiede alla costruzione della clinica differenziale in Jacques Lacan negli anni tra il 1957 e il 1959. Diversamente dalla psicoanalisi classica che individuava nell’evoluzione della sessualità, e in particolare nel passaggio dall’oggetto parziale all’oggetto totale il criterio generale della clinica, Lacan individua nel fallo e nelle sue operazioni ciò che permette di stabilire la differenza fra le varie strutture cliniche. Il seminario si prefigge pertanto di cogliere il rapporto con il fallo in ognuna di queste grandi strutture: psicosi, perversioni e nevrosi.

Calendario delle lezioni

martedì 8 novembre 2016, h. 19.30-22.00 – Introduzione alla clinica differenziale

martedì 22 novembre 2016, h.19.30-22.00 – R. Vitelli: La schizofrenia tra Bleuler  e Minkowski

 martedì 6 dicembre, h. 19.30-22.00 – La discordanza e la macchina della schizofrenia

martedì 10 gennaio, h. 19.30-22.00 – Lo psicotico e il desiderio dell’Altro: il delirio di gelosia. Divenire-donna e costruzione paranoica

martedì 24 gennaio, h. 19.30-22.00 – La malinconia e il dolore di esistere

 martedì 14 febbraio, h. 19.30-22.00 – Amalia Mele – La clinica dell’amore: l’anoressia

mercoledì 1° marzo , h. 19.30-22.00 – La fessura soggettiva nella perversione: esibizionismo e voyeurismo

 martedì 14 marzo, h. 19.30-22.00 – Rosanna Petrillo: L’omosessualità maschile e femminile

sabato 18 marzo, h. 10.00-13.30 – Egidio Tommaso Errico: La psicosi ordinaria

 martedì 28 marzo, h. 19.30-22.00 – La frigidità e la struttura soggettiva

 martedì 11 aprile, h. 19.30-22.00 – Rossella Armellino: La fobia e la castrazione materna: il caso della piccola Sandy

 martedì 2 maggio, h. 19.30-22.00 – Anna Grazia Ricca: Il desiderio di distruzione nella nevrosi ossessiva (I)

 martedì 16 maggio, h. 19.30-22.00 – Anna Grazia Ricca: Il desiderio di distruzione nella nevrosi ossessiva (II)

 sabato 20 maggio, h. 10.00-13.30 e 15.00-18.00 – Tavola rotonda:

Laura de Caprariis – Le perversioni: feticismo e travestitismo

Tonia Imparato – La fobia del piccolo Hans

Francesca Tarallo – Il desiderio nell’isteria: il sogno della bella macellaia

Mario Bottone – La nevrosi ossessiva: l’uomo del gioco delle tre carte

martedì 30 maggio, h. 19.30-21.30 – Bruno Moroncini: André Gide e la questione della lettera

 sabato 24 giugno, h. 10.00-13.30 – Michel Bousseyroux: André Gide: il feticcio bucato

 

L’anoressia attraverso Lacan

Responsabile del seminario: Amalia Mele

 

L’anoressia mette in tensione la discontinuità strutturale tra nevrosi e psicosi in quella linea freudiana, fatta propria da Lacan, del non continuismo tra strutture cliniche (nevrosi, psicosi, perversione). Non è possibile affermare per l’anoressia l’esistenza di una struttura clinica autonoma (come nel caso dell’isteria, della nevrosi ossessiva, della psicosi). Ciò obbliga a declinare al plurale tale condizione: le anoressie, dunque, e i loro “dintorni”: le bulimie, le obesità.

L’anoressia è inoltre la condizione clinica dove meglio si manifesta il cedimento del soggetto universale della classificazione psichiatrica. Per parlare di anoressia dobbiamo difatti “incarnarla”. Così figure della clinica prendono rilievo per età (l’anoressia nel lattante, nel bambino, nell’adolescente), per sesso (l’anoressia è una condizione legata prevalentemente al sesso femminile, dunque una declinazione esemplare della clinica del femminile), per tipologia culturale (la mistica). Sia in Freud sia in Lacan emerge, sul piano della diagnosi di struttura, un’anima isterica (dunque nevrotica) e un‘anima melanconica (dunque psicotica) dell’anoressia.

I Seminari e i testi scritti di Lacan tematizzano in un arco temporale che va dagli anni ’30 (I Complessi Familiari) agli anni ’70 (seminario XXI Les non dupes errent) questa alternanza nel pensiero di Lacan tra struttura nevrotica e struttura psicotica dell’anoressia.

La contiguità della questione anoressica al discorso isterico contraddistingue gli anni ’50 con il Seminario IV (La relazione d’oggetto), il Seminario V (Le formazioni dell’inconscio), e lo scritto del 1958 La direzione della cura. Da questi testi emerge l’anoressia come manovra separativa che forza la differenza tra bisogno e desiderio, fa dell’amore la scena privilegiata dell’oggetto niente nel suo statuto di oggetto simbolico operatore della separazione.

Lo stretto parallelismo tra anoressia e melanconia, già indagato da Freud nella Minuta G, viene ripreso da Lacan come appetito di morte ne I Complessi familiari con il tema della nostalgia per l’imago materna, come tentativo di ritrovare la totalità dell’essere; e nel Seminario XI I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi come messa in gioco nella relazione con l’Altro, del fantasma della propria morte, della propria sparizione.

Attraverso una serie di passaggi, tra i quali quello nel Seminario XVII Il rovescio della psicanalisi, dove viene proposta una nuova torsione della questione isterica, Lacan avanza nel chiarimento dell’annodamento tra privazione e anoressia. Se inizialmente la privazione ha in Lacan il senso di una manovra di separazione, è proprio a partire da tale seminario che la privazione diventerà un modo per ambire al godimento come mostrerà il caso Simone Weil.

Calendario delle lezioni

Prima sezione

L’anoressia nel lattante, nel bambino, nell’adolescente

martedì 17 gennaio 2017, h. 19.00-21.30 – Gli anni ’30: I Complessi familiari. Il complesso di svezzamento, l’Hilflosigkeit, l’appetito di morte.

martedì 14 febbraio 2017, h. 19.30-21.30 – Secondo incontro – Gli anni ’50: Seminario IV (La relazione d’oggetto), Seminario V (Le formazioni dell’inconscio), La direzione della cura.

L’anoressia e lo statuto simbolico dell’oggetto niente. Anoressia di separazione, anoressia d’alienazione.

martedì 7 marzo 2017, h. 19.00-21.30 – Gli anni ’60: S X (L’angoscia), S XI (I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi).

Anoressia e oggetto piccolo a

Seconda sezione

Inconscio, sapere, godimento

martedì 4 aprile 2017, h. 19.00-21.30 – Gli anni ’70: Seminario XXI (Les non dupes errent, I troppo furbi si perdono).La triade corpo, morte, godimento. L’anoressia e il sapere inconscio:«molto poco per me».

Terza sezione

Anoressia e godimento femminile

martedì 23 maggio 2017, h. 19.00-21.30 – Il caso Simone Weil

La quota di iscrizione a questo seminario comprensiva di laboratorio clinico è di 150 euro.

Laboratorio clinico

 

Il laboratorio clinico è un luogo per interrogare la pratica a partire dalla presentazione di un caso seguito in istituzione. Esso è rivolto a psicologi, a psicoterapeuti e a psichiatri che desiderano interrogare l’esperienza clinica a partire dall’ascolto psicanalitico. Discutere della problematica portata dal paziente e della domanda fatta in istituzione sarà l’occasione per riflettere sulla diagnosi e sull’effetto della posizione di colui che ascolta, mettendo alla prova l’etica e il sapere psicanalitico.

sabato 21 gennaio, h. 10.00-13.30

Caso clinico presentato da Mario Bottone: La ragazza della pioggia.

sabato 4 febbraio, h. 10.00-13.30

 Caso clinico presentato da Daria Palemburgi: La versione Piquadro.

 sabato 22 aprile, h. 10.00-13.30

 Caso clinico presentato da Gaetano Romagnuolo: Personne

 

sabato 13 maggio, h. 10.00-13.30

Amalia Mele: Questioni cliniche sull’anoressia

 

Per informazioni sulla partecipazione ai seminari scrivere ad associazione.lacaniana@gmail.com

SEMINARIO 2015-2016

I ciclo di SEMINARI: settembre – dicembre 2015

scarica qui la brochure in pdf

Seminario di lettura: J. Lacan, Il seminario III Le Psicosi

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Responsabile: Gaetano Romagnuolo

Dal 22 settembre al 21 dicembre 2015

Il corso, si propone la lettura e il commento del seminario III  di Lacan “Le Psicosi”.

Questo seminario tenuto nell’anno a cavallo tra il 1955-56, rappresenta un passaggio fondamentale per Lacan.  È con questo seminario, infatti, che Lacan propone in forma originale la sua teoria sulle psicosi. A partire da questo momento egli rompe con la tradizione psichiatrica, di cui, seppure con originalità, si era fatto portavoce nel 1932 con la sua tesi  “Della psicosi paranoica nei suoi rapporti con la personalità”.

La paranoia che è l’oggetto dello studio in questo testo, non viene più approcciata attraverso una lettura psichiatrica, tantomeno psicologica. I fenomeni ad essa connessa vengono considerati come consoni a una struttura, che è primariamente struttura di linguaggio. In questo testo Lacan critica, sulla scorta della sua teorizzazione della psicosi sia la visione psichiatrica, che considera il sintomo come mero epifenomeno di malattia, che la visione psicologica, che lo individua in base al contenuto del suo discorso in termini di comprensibilità. Attraverso tale critica la paranoia non appare più come un’entità clinica interpretabile in termini di processo o in termini di comprensione, ma come una struttura che è organizzata intorno a dei significanti e  che trova il suo difetto nella non metaforizzazione del Nome del Padre.

Nello studio della paranoia Lacan, facendo funzionare i tre registri dell’Immaginario, del Simbolico e del Reale, ne mette in evidenza i rapporti reciproci e il peso di ognuno nell’economia della psicosi. Ne risulta che i fenomeni immaginari seppure appaiano come immediatamente evidenti, come precipua coloritura del rapporto dello psicotico con l’altro, non possono essere considerati come elementi responsabili del fenomeno nella sua interezza. La loro evidenza sarebbe piuttosto effetto di un difetto sottostante inerente al simbolico. In pratica in questo seminario la teoria di Lacan ruota interamente intorno a questo punto e cioè che la causa della psicosi, ciò che rende ragione delle sue manifestazioni, è la forclusione di un significante primordiale che è il Nome del Padre. Questa tesi viene sviluppata a partire da una rilettura dei testi di Freud ed in particolare dalla messa in funzione per opposizione funzionale di due meccanismi alla base del funzionamento psichico: la forclusione (Verwerfung)  e la rimozione (Verdrängung). Se il meccanismo della rimozione sarebbe alla base di uno sviluppo in senso nevrotico, la forclusione sarebbe responsabile alternativamente di uno sviluppo in senso psicotico.

Questo seminario è d’importanza capitale per ogni clinico e studioso della psiche umana. Lo è senza dubbio per la messa in questione delle principali teorie psichiatriche e psicologiche, lo è per la rigorosa rilettura di Freud, lo è per la sua ricchezza di esempi clinici e per un’interpretazione della psicosi assolutamente nuova ed originale.

È inoltre un seminario fondamentale per  chiunque voglia approcciarsi a Lacan, in quanto questo testo contiene già molti dei punti forza del suo insegnamento. È qui infatti che per la prima volta Lacan mette a lavoro la sua teoria del significante in un senso più compiuto e ci fornisce la sua teoria dell’inconscio strutturato come un linguaggio. Se la realtà psichica è effetto di significante, l’inconscio è proprio del soggetto che parla.

Questo  corso rivolto precipuamente a giovani psichiatri e psicologi, si propone, attraverso la lettura diretta del testo e il suo commento, di affrontare tutte le questioni sopra menzionate.  Si prefigge, attraverso  un approccio diretto, di  introdurre a un’analisi dei fenomeni in maniera critica e complessa e di offrire una prospettiva metodologica di esame  rigorosa e orientata all’individuazione delle leggi di funzionamento che sono alla base del fenomeno clinico.

Calendario delle lezioni

martedì 22 settembre 2015, h. 19.30-22.00 – La questione isterica

martedì 13 ottobre 2015, h. 19.30-22.00 – Dei significanti primordiali e della mancanza di uno

martedì 27 ottobre 2015, h. 19.30-22.00 – Metafora e Metonimia

martedì 10 novembre 2015, h. 19.30-22.00 – L’appello e l’allusione

lunedì 30 novembre 2015, h 19.30-22.00 –  Il punto di capitone

mercoledì 9 dicembre 2015, h. 19.30-22.00 –  “Tu sei colui che mi seguirai”

lunedì 21 dicembre 2015 h. 19.30-22.00 – La metafora paterna (conferenza dott. M. Bottone)

È prevista la partecipazione di ospiti stranieri nel corso dell’anno per conferenze sul tema delle psicosi.

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L’oggetto a  e i Nomi del Padre nel Seminario L’angoscia

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Responsabili: Amalia Mele e Rosanna Petrillo

dal 20 ottobre al 15 dicembre 2015

L’ultima parte del Seminario X presenta lo statuto dell’oggetto piccolo a. Non più però l’oggetto a sotto forma angosciante, trionfante nella sua estraneità sulla scorta dell’unheimlich freudiano. Ora l’oggetto appare identificato con degli organi che sono sia delle parti dell’organismo del soggetto sia delle parti dell’organismo dell’Altro. C’è un certo naturalismo in questa parte finale del Seminario, e si vede Lacan sfogliare trattati di fisiologia ed embriologia per mettere a fuoco quello che lui stesso definisce la sua invenzione: l’oggetto piccolo a. Possiamo qui concepire l’oggetto a tanto del lato del soggetto quanto dal lato dell’Altro. Lo si può vedere come un ambocettore che compie una congiunzione tra i due. In un centinaio di pagine Lacan enumera tutti i modi di congiunzione e poi mostra la separazione (se-partizione) o dal lato del soggetto o dal lato dell’Altro.

Attraverso l’elaborazione degli oggetti piccolo a, e ponendo particolare attenzione all’oggetto sguardo e all’oggetto voce, si mostrerà come il Seminario L’angoscia tenti di accedere a uno statuto dell’oggetto anteriore al desiderio, all’oggetto del desiderio, alla legge, alla sua simbolizzazione fallica, alla costituzione della funzione paterna.

Il catalogo degli oggetti a approda nell’ultima lezione del Seminario X alla messa in questione dell’unicità del Nome-del-padre. Il titolo di questa lezione è difatti “Da a ai Nomi-del-Padre”. I Nomi del Padre titolo di un seminario qui annunciato ma che Lacan non terrà mai, diventa il significante finale del Seminario X L’angoscia che apre su nuove questioni.

Cercheremo di capire perché, come dice Miller, il padre nella sua potenza inciampa sull’oggetto piccolo a.

Si può forse pensare che inciampi perché l’Altro materno è più presente nelle illustrazioni che sono date a livello della nascita e a livello dell’oggetto orale. Ma anche a livello dell’oggetto anale l’Altro materno viene messo in scena.

L’oggetto voce è presentato in quanto supporto dei comandamenti: ora è qui che si presenta la figura dell’Altro paterno.

La metafora paterna nella sua presentazione classica ha origine in un termine opaco, quello del desiderio della madre, inizialmente concepito come un significante di cui non è conosciuta la significazione. L’operazione della metafora paterna arriva a simbolizzare questo termine, determinando la significazione fallica. Il Seminario L’Angoscia si sviluppa fuori della metafora perché prende origine da un termine primo, opaco e mitico che non è il desiderio della madre ma il godimento.

Dunque quello che Lacan propone qui è un resto irriducibile che nessuna metafora si rivela capace di simbolizzare integralmente. In questo senso l’oggetto piccolo a designa lo scacco della metafora paterna.

Anche in questa volata finale Lacan si misura ancora con i saggi della tradizione psicoanalitica. Faremo riferimento al saggio sullo shofar del 1910 di uno psicoanalista della prima ora come Theodor Reik.

Infine una serie clinica per chiudere il Seminario: il lutto, la melanconia, la mania. Non dimenticheremo di dire della matrice, questa scrittura sotto forma di tavola con cui Lacan ha aperto il Seminario, e che ha raccomandato agli analisti come un prontuario. Vedremo come si modificherà la matrice nelle ultime lezioni.

Questo Seminario, che rappresenta l’ultimo anno dell’insegnamento di Lacan all’Hôpital Sainte-Anne afferma la teoria dell’oggetto della psicoanalisi appoggiandosi ai dati dell’esperienza clinica, alla lettura critica di Freud, dei primi pionieri della psicoanalisi e degli autori a lui contemporanei. A partire dai seminari successivi, tenuti all’École Normale Supérieure, come osserva Safouan, Lacan si dedicherà maggiormente alle questioni generate dalla sua stessa teoria, e il riferimento agli scritti psicoanalitici, compresi quelli di Freud, diventeranno più rari, aprendo così a una nuova tappa della sua ricerca.

Calendario delle lezioni

 martedì 20 ottobre 2015,  h. 19.30-22.00 – Lo sguardo come oggetto a.

martedì 3 novembre 2015, h. 19.30-22.00 –  La voce come oggetto a.

martedì 24 novembre 2015,  h. 19.30-22.00 –  Da a ai Nomi-del-Padre.

martedì 15 dicembre 2015, h. 19.30-22.00 –  Considerazioni finali sul seminario L’angoscia.

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II ciclo di SEMINARI   gennaio – giugno 2016

 

Freud, Lacan e la nevrosi ossessiva: il caso clinico dell’Uomo dei topi

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Responsabili: Mario Bottone e Anna Grazia Ricca

Ospiti: Laura De Caprariis, B. Moroncini, Francesca Tarallo

dal 12 gennaio al 19 aprile 2016

Oggetto di questo seminario è la nevrosi ossessiva in Freud e Lacan. Il punto di partenza è costituito dal testo freudiano sul caso clinico dell’uomo dei topi: S. Freud, Osservazioni su un caso di nevrosi ossessiva (1909), integrato dall’importante novità del Diario di un’analisi (L’uomo dei topi). Infatti, oltre al testo dato alle stampe da Freud, nel corso del seminario faremo riferimento anche al diario delle sedute che l’autore aveva annotato nel corso dei primi quattro mesi di analisi, e che fu pubblicato integralmente in Francia in edizione bilingue (tedesco e francese) nel 1974, cioè molti anni dopo la morte di Freud (1939). L’edizione Boringhieri delle Opere di Freud ne propone solo una traduzione parziale. Sia il testo che il diario saranno fotocopiati e distribuiti agli iscritti. Coloro che desiderano acquistare il testo italiano, completo di diario, lo troveranno esclusivamente nella seguente raccolta: S. Freud, Racconti analitici. Einaudi, Torino, 2011, pp. 403-536 (85,00 euro). Prima dell’inizio del seminario sarà proposto un prospetto schematico e cronologico dei principali avvenimenti della storia del paziente di Freud, insieme a passi significativi del testo freudiano. Si procederà poi all’esposizione della lettura che Lacan propose di questo caso clinico in un testo del 1953: Il mito individuale del nevrotico. Di questo testo sarà data la nuova traduzione a cura del dott. Mario Bottone. Infine, prima del seminario, sarà fornito un prospetto che inquadra storicamente questo testo nel percorso di Lacan, e ne delinea le principali questioni. A partire dalla lettura di questi due testi, saranno precisati i tratti della struttura ossessiva con riferimento alle tesi proposte da Freud e da Lacan. Le questioni che verranno affrontate riguarderanno i seguenti temi:

1) i tratti specifici della nevrosi ossessiva in Freud;

2) la teoria dei miti in Lévi-Strauss e l’uso che ne fa Lacan per leggere il caso clinico dell’uomo dei topi;

3) la modificazione dell’Edipo freudiano apportata da Lacan nel 1953;

4) la questione del padre e della morte nella nevrosi ossessiva.

Oltre alle cinque lezioni tenute dal dott. Mario Bottone e dalla dott.ssa Anna Grazia Ricca, il ciclo seminariale si avvarrà di altre tre lezioni.

La lezione del prof. Bruno Moroncini, filosofo esperto di Lacan, affronterà due temi presenti nel testo lacaniano: la lettura avanzata da Lacan, in ambito clinico, del problema della morte in Hegel; l’interpretazione proposta dallo psicoanalista francese di un ricordo autobiografico di Goethe che, come è noto, è stato un autore molto importante nella formazione di Freud.

Le lezioni delle dott.sse Francesca Tarallo e Laura de Caprariis, psicoanaliste FPL-Icles di Napoli, affronteranno la questione della nevrosi ossessiva in momenti successivi dell’elaborazione teorica e clinica di Lacan.

 

Calendario delle lezioni

martedì 12 gennaio, h. 19.30-22.00 – Freud: il caso clinico dell’uomo dei topi (dott.ssa Anna Grazia Ricca)

martedì 26 gennaio, h. 19.30-22.00 – Il ricorso al mito nella clinica psicoanalitica: Lacan con Lévi-Strauss(dott. Mario Bottone)

martedì 16 febbraio, h. 19.30-22.00 – Lacan legge L’uomo dei topi (dott.ssa Anna Grazia Ricca)

martedì 1° marzo, h. 19.30-22.00 – La morte e la struttura quaternaria dell’Edipo (dott.ssa Anna Grazia Ricca)

martedì 15 marzo, h. 19.30-22.00 – La questione del padre tra simbolico, immaginario e reale (dott.ssa Anna Grazia Ricca)

venerdì 1° aprile, h. 18.30-21.30 – Bruno Moroncini: Goethe e Hegel nel mito individuale del nevrotico

sabato 16 aprile, h. 9.30-13.30 – Laura de Caprariis: L’ossessivo e la fallofania;

Francesca Tarallo: Raten, Heiraten, Spielratte… Dall’Unbewusste all’une-bèvue

 

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La castrazione e la significazione del fallo in Jacques Lacan

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Responsabili: Mario Bottone e Anna Grazia Ricca

Ospiti: Anita Izcovich, Luis Izcovich

dal 5 aprile al 25 giugno 2016

Oggetto di questo seminario è il complesso di castrazione e l’introduzione della fase fallica da parte di Freud negli anni venti, nonché il dibattito che ne è seguito nei suoi allievi diretti (Karen Horney, Helene Deutsch e Ernest Jones). Il testo di riferimento è: J. Lacan, La significazione del fallo (1958). Di questo testo verrà data una nuova traduzione del dott. Mario Bottone, nonché un prospetto che permette di collocarlo storicamente nel percorso di Lacan e di inquadrarne le principali problematiche. Le questioni che verranno affrontate in questo seminario riguarderanno i seguenti temi:

1) la castrazione e la fase fallica in Freud e nei suoi allievi;

2) il fallo e la nozione di significante introdotta da Lacan;

3) la questione della domanda d’amore e del desiderio;

4) che cosa intende Lacan con il termine “fallo”;

5) la funzione del fallo nella vita amorosa dell’uomo e della donna.

Anche in questo caso, oltre alle cinque lezioni tenute dal dott. Mario Bottone, con il contributo della dott.ssa Anna Grazia Ricca, il ciclo seminariale prevede altre due lezioni. La prima del dott. Luis Izcovich, psichiatra e psicoanalista FPL a Parigi, che chiarirà il riferimento lacaniano ai misteri antichi di svelamento del fallo; la seconda lezione sarà tenuta dalla dott.ssa Anita Izcovich, psicoanalista FPL a Parigi, che affronterà l’al di là della significazione fallica nella rappresentazione della donna nella pittura manierista, articolando in questo modo arte e clinica psicoanalitica.

Calendario delle lezioni

martedì 5 aprile (19.30-22.00): Antinomia e aporia del complesso di castrazione: da Freud a Jones (dott. Mario Bottone)

 martedì 19 aprile (19.30-22.00): Il ritorno a Freud di Lacan: struttura significante e funzione del fallo (dott. Mario Bottone)

 martedì 3 maggio (19.30-22.00): Bisogno, domanda, desiderio: la metafora originale (dott. Mario Bottone)

 martedì 17 maggio (19.30-22.00): Il significante fallo e il soggetto (dott. Mario Bottone)

 sabato 28 maggio (9.30-13.30): Luis Izcovich: Il fallo svelato

 martedì 3 giugno (19.30-22.00): Il fallo nella vita amorosa dell’uomo e della donna (dott. Mario Bottone)

 sabato 25 giugno (9.30-13.30): Anita Izcovich: La rappresentazione della donna nell’arte manierista: ciò che non può dirsi dell’origine del significante fallico

 

SEMINARIO 2014-2015

L’Associazione Lacaniana di Napoli

presenta il ciclo di seminari  ottobre 2014 – giugno 2015

FIGURE CLINICHE DELL’ANGOSCIA

 EscherMoebius

 responsabili del seminario: Rossella Armellino, Mario Bottone, Amalia Mele,

Rosanna Petrillo,  Anna Grazia Ricca, Gaetano Romagnuolo

LOCANDINA       BROCHURE PROGRAMMA

L’angoscia, termine poco utilizzato dalla psicopatologia, è una problematica centrale della filosofia moderna con Kierkegaard, Sartre, Heidegger.

Freud le assegna la funzione di causare la rimozione e utilizza la definizione di nevrosi d’angoscia per designare la fobia.

Nel Seminario X L’angoscia Lacan opera un vero e proprio viraggio. Qualcosa di altro ordine, il reale, è afferrato non da un concetto ma da un affetto: l’angoscia.

Che cosa sia il reale e come entri nella pratica clinica, è una questione che lo interessa difatti sin dall’inizio della sua ricerca. Ma con il Seminario X L’angoscia, il reale non è più una zona massiva, poco maneggevole, da cui siamo separati per la legge del principio del piacere, ma è un oggetto al cuore di noi stessi, inaccessibile. Questo oggetto, ritenuto una sua invenzione, Lacan lo denomina oggetto piccolo a. Che cosa è l’oggetto piccolo a? Un pezzo di reale. Non più un reale indistinto dunque ma un piccolo pezzo. Per quale motivo lo chiama così, oggetto piccolo a? Per non dargli un nome. Il reale non ha difatti nome. Lacan fa dunque dell’angoscia non più un fenomeno immaginario, come la paura, ma un segno del reale.

La distinzione classica che si trova in Kierkegaard, Heidegger e anche in Freud, tra paura e angoscia, è qui completamente riformulata. Lacan fa un passo in più rispetto a Freud che affermava che l’angoscia è senza oggetto. Per lo psicoanalista francese l’angoscia non è senza oggetto, l’angoscia ha un oggetto, se per oggetto intendiamo quel resto che non si può risolvere né dissolvere nel significante, e che Lacan chiama per l’appunto l’oggetto piccolo a. Si passa così, tramite l’angoscia, dal campo dell’oggetto che è docile al significante al campo dell’oggetto che è refrattario al significante e che è il campo del godimento.

Questo nuovo oggetto, l’oggetto piccolo a ha una natura che è differente dagli oggetti che Lacan ha presentato sinora. Nel Seminario X L’angoscia ciò che caratterizza l’oggetto è la sua presenza, e non la sua assenza. Nel Seminario IV La relazione d’oggetto, con la serie frustrazione – privazione ­– castrazione, l’oggetto si declinava in quanto assente. Nel Seminario X L’angoscia l’oggetto sorge nella sua modalità di presenza e di unheimlich, di inquietante estraneità.

Il riferimento a testi letterari come L’uomo della sabbia di Hoffmann e l’Horla di Maupassant, ci consentiranno di incontrare questo oggetto, che sorge là dove non dovrebbe essere, come un meno che si fa più. Il segno incontrovertibile di questo incontro è l’angoscia.

L’oggetto piccolo a è nel campo del godimento. Lacan ritiene difatti in questo seminario che il godimento sia primario. È una tesi che non cambierà sino alla fine. Godimento è un termine che ridistribuisce gli altri termini in gioco: amore, desiderio, angoscia.  Istituendo un parallelismo tra l’amore e l’angoscia rispetto al godimento e al desiderio, Lacan troverà in queste due dimensioni, due risposte differenti al godimento, due modi di trattamento del godimento.

L’angoscia si declina differentemente nelle strutture cliniche della nevrosi, della psicosi e  della perversione. Così come vi è un’angoscia in funzione del sesso: l’angoscia maschile e l’angoscia femminile sono situazioni differenti. L’angoscia si ripartisce inoltre tra le generazioni: l’angoscia paterna, materna o infantile non hanno le stesse coordinate.

Vi è infine l’angoscia dell’analista, così come il desiderio dell’analista.

Come era già avvenuto nel Seminario VIII Il transfert, Lacan riprende qui la teoria del controtransfert (così come elaborata da alcuni autori anglo-americani), a partire dal suo costrutto di desiderio dell’analista.

Nel seminario X non troveremo indicazioni al trattamento dell’angoscia. L’angoscia non è difatti il preso di mira della cura analitica. Vi è in questa dimensione una profondità storica, che fa sì che la nozione stessa di guarire l’angoscia risulti vana, fuori luogo. L’angoscia è semmai qualcosa da oltrepassare, da attraversare, più che da guarire.

In questo seminario coglieremo così, attraverso lo strumento dell’angoscia, lo statuto etico della psicoanalisi, completamente differente da quello della psicoterapia.

Bibliografia essenziale 2014-2015

Bibliografia essenziale

J. Lacan, Il Seminario, Libro X, L’angoscia, 1962-1963, tr. it. di A. Di Ciaccia e A. Succetti, Einaudi, Torino 2007

 

S. Freud, Lutto e melanconia, 1915, tr. it. a cura di C. L. Musatti, Opere di Sigmund Freud, Boringhieri, Torino, vol. 8

S. Freud,  Il perturbante, 1919, op. cit., vol. 9

S. Freud, Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile, 1920, op. cit., vol. 9

S. Freud, Inibizione, sintomo e angoscia, 1925, op. cit., vol. 10

S. Freud, Introduzione alla psicoanalisi (nuova serie di lezioni), 1932, Lezione 32, op. cit., vol. 11

S. Freud, Analisi terminabile e interminabile, 1937, op. cit., vol. 11

 

Articoli di altri psicoanalisti

K. Abraham,Tentativo di una storia evolutiva della libido sulla base della psicoanalisi dei disturbi psichici , 1924, In  K. Abraham, Opere, Boringhieri, Torino, vol. 1.

M. Little, ‘R’ – La risposta totale dell’analista ai bisogni del paziente, tr. it. in Verso l’unità fondamentale, Astrolabio, Roma 1994, pp. 68-96

B. Low, The Psychological Compensations of the Analyst, in «International Journal of Psycho-Analysis», 16, 1935. pp. 1-8                    http://www.lacan-con-freud.it/freudiana/dopo_freud/low_compensazioni_psicologiche.pdf

T. S. Szasz, On the Theory of Psychoanalitic Treatment, in «International Journal of Psycho-Analysis», 38, 1957, pp. 166-82

L. Tower, Counter-transference, in « J. Am. Psychoanal. Ass.», 4, 1956, tr. it.  in Il Controtransfert, Liguori, Napoli 1986            http://www.lacan-con-freud.it/freudiana/dopo_freud/tower_controtransfert.pdf

Riferimenti letterari

 E. T. A. Hoffmann, L’uomo della sabbia, 1815, tr. it. di E. Pocar, L’uomo della sabbia e altri racconti, BUR, Rizzoli, Milano 1998

G. de Maupassant, L’Horla, 1886, tr. it. a cura di G. D. Bonino, Racconti dell’incubo, Einaudi, Torino 1993    in sola lettura http://www.scribd.com/doc/201128525/De-Maupassant-Guy-Le-Horla-e-Altri-Racconti-Dell-Orrore

 

dove: NUOVA SEDE in via dei Cimbri 23 (angolo via Duomo), 80138 Napoli

info: cell. 333-7069290

mail: associazione.lacaniana@gmail.com

SEMINARIO 2013-2014

L’Associazione Lacaniana di Napoli

presenta il ciclo di seminari 8 ottobre 2013 – 27 maggio 2014

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DALL’AMORE DI TRANSFERT AL DESIDERIO DELL’ANALISTA

 responsabili del seminario: Rossella Armellino, Mario Bottone, Amalia Mele,

Rosanna Petrillo,  Anna Grazia Ricca, Gaetano Romagnuolo

 con la partecipazione di

J. Adam. J. Cacho, M. Ciambelli, G. de Renzis, M.Drazien, R. Galiani,

 L. Izcovich, B. Moroncini, F. Napolitano, F. Tarallo

  SCARICA IL PROGRAMMA: CALENDARIO ADLN 20013-14

Ascoltando le sue pazienti isteriche, e facendo tesoro di quanto era accaduto al suo amico Breuer con Anna O., Freud afferma che nulla permette di negare che lo stato amoroso che appare nel corso della cura sia un amore autentico.  Nella relazione che s’instaura con l’analista, l’analizzante cercando nell’altro ciò che gli manca, e articolando ciò nella domanda di cura, mette in atto uno spostamento (Übertragung) sulla persona dell’analista di ciò che riguarda la sua storia e dei sentimenti di amore ed odio verso le figure parentali.

Ne L’interpretazione dei sogni, come anche nella Psicopatologia della vita quotidiana e ne Il motto di spirito nei suoi rapporti con l’inconscio,  Freud aveva parlato dei meccanismi dell’inconscio in termini di  Übertragung o transfert, lo stesso termine «che più tardi – afferma Lacan – darà il nome alla molla operante del legame intersoggettivo tra analizzato e analista[1]».

Freud, però, non stabilisce un legame fra l’amore di transfert e il dispositivo della cura analitica, è Lacan a evidenziare come la relazione analitica s’instaura a partire dalla domanda, ponendo così il transfert dal lato del sapere, della produzione del sapere inconscio,  a cui l’amore fa apertura ed ostacolo al tempo stesso.

Nel seminario VIII Il transfert, “nella sua disparità soggettiva, nella sua pretesa situazione, nelle sue escursioni tecniche” Lacan, attraversando i testi freudiani e post-freudiani, come pure un classico della filosofia Il simposio di Platone, esamina la relazione analitica come relazione che mette in gioco una posizione di asimmetria fra i due partecipanti, in cui l’analista è sostenuto da un desiderio che fa sì che il lavoro sull’inconscio non si areni sul piano dell’amore, ma porti il soggetto analizzante aldilà della domanda d’amore, verso quell’oggetto “agalmatico” che Alcibiade suppone sia in possesso di colui che detiene il sapere e che è causa del desiderio e oggetto, da sempre perduto, a cui mira il desiderio.


[1] J.Lacan, “L’istanza della lettera o la ragione dopo Freud” (1957), in Scritti, Einaudi, 1974, p.489.

 

SEMINARIO 2012-2013

 

Associazione Lacaniana di Napoli

membro de l’ Association Lacanienne Internationale

 e dell’ALI-in-Italia

 

ciclo di seminari 16 ottobre 2012 – 13 luglio 2013

 

COSA INSEGNA LA PSICOANALISI SULLA PSICOSI?

 Schreber e Joyce: dalla clinica della forclusione

alla clinica della supplenza

 

a cura di

Rossella Armellino, Mario Bottone, Amalia Mele,

Anna Grazia Ricca, Gaetano Romagnuolo

 

con la partecipazione di

M. Bousseyroux, M. Drazien, R. Galiani, G. Frasca,

F. Marone,C. Millot, B. Moroncini, F. Napolitano

brochure ALdN 2012-2013

 

SEMINARIO 2011 – 2012

Associazione Lacaniana di Napoli

Membro de l’Association Lacanienne Internationale  e dell’ALIin-Italia

  STRUTTURE CLINICHE

E DIREZIONE DELLA CURA:

ISTERIA, ANORESSIA,NEVROSI OSSESSIVA

Ciclo di seminari

25 ottobre 2011 – 5 giugno 2012

a cura di  

 Rossella Armellino, Mario Bottone, Amalia Mele,

Anna Grazia Ricca, Gaetano Romagnolo

con la partecipazione di

Jacques Adam, Christiane Lacôte, Christian Fierens, Gabriele Frasca, Fulvio Marone, Bruno Moroncini

 Brochure ALdN 2011-2012

SEMINARIO 2010- 2011

Associazione Lacaniana di Napoli

Membro de l’ Association Lacanienne Internazionale

e dell’ALI in Italia

 Le formazioni dell’inconscio

e la direzione della cura in psicoanalisi

Ciclo di seminari

 ottobre  2010 – giugno  2011

responsabili del corso: mario bottone, amalia mele,

 rossella armellino, anna grazia ricca

con la partecipazione di

 Marie-Charlotte Cadeau, Gabriele Frasca, Riccardo Galiani, Christian Fierens,Fulvio Marone,Bruno Moroncini, Francesco Napolitano,

Erik Porge,Roberto vitelli

brochure ALdN 2010-2011 – Napoli

 

SEMINARIO 2009- 2010

Association Lacanienne Internationale

 Fondation Européenne pour la Psychanalyse

Associazione Lacaniana di Napoli

                                                                                                  

L’OGGETTO NELLA TEORIA E

NELLA CLINICA PSICOANALITICA

Ciclo di seminari

 20 ottobre 2009 – 8 giugno 2010

a cura di mario bottone, amalia mele,

 rossella armellino, anna grazia ricca,

 gaetano romagnuolo, carmen tomeo,

 grazia gravina, rosanna petrillo

 

è prevista la partecipazione di

 Luigi Burzotta, Muriel Drazien, Gabriele Frasca, Riccardo Galiani, Janja Jerkov, Christiane Lacôte,  Bruno Moroncini,

Francesco Napolitano, Erik Porge

Brochure ALdN 2009 -2010

 

SEMINARIO 2008- 2009

 Association Lacanienne Internationale

 Associazione Lacaniana di Napoli

                        LA PSICOSI NELLA TEORIA DI JACQUES LACAN

    Ciclo di seminari

 ottobre 2008 –  giugno 2009

a cura di mario bottone e amalia mele

è prevista la partecipazione di

 Giancarlo Alfano, Luigi Burzotta, Jorge Cacho, Carmelo Colangelo, Muriel Drazien, Gabriele Frasca, Riccardo Galiani,  charles melman, Bruno Moroncini, Francesco Napolitano

brochure ALdN 2008-2009